Educazione alla cittadinanza: dalle buone pratiche al curricolo verticale

Polo di Gallarate

CITTADINANZA DIGITALE

Gruppo dei docenti ricercatori di Gallarate

Introduzione di Pietro Bosello

Il concetto di cittadinanza digitale si trova da qualche anno al centro dell'attenzione sia della ricerca che della società civile. L'ipotesi più accredita è che la cittadinanza digitale, più che una "seconda cittadinanza", sia una dimensione, oggi molto importante, dell'essere cittadini della Mediapolis . Il piano etico della responsabilità si coniuga strettamente con la dimensione strumentale del padroneggiamento dei mezzi ed obbliga persone e società ad affrontare le questioni più profonde del senso del vivere insieme, del comunicare, del condividere, del decidere. Il piano della libera autoaffermazione di sé tramite i nuovi media non solo è limitativo, ma è anche una deviazione pericolosa se non ancorato alle altre dimensioni umane in gioco.

I percorsi sono stati elaborati dai docenti ricercatori di Gallarate: Grazia Caragnano e Loredana Pinzetta (IC Pellico di Varese) con Anna Soldavini (IC Croce di Ferno), Fabiana Ginesi (IC Carminati di Lonate Pozzolo) e Marina Perozzi (IC di Luino) per la scuola primaria; Giovanni Bilotti (IC Manzoni di Uboldo) con Fiorella Gambino (IC Cardano Lega di Gallarate), Chiara Beltramini (SC Sec Bassetti di Sesto Calende) e Maria Gabriella Esposito (IC di Mornago) per la scuola secondaria di I grado; Margherita Pruneri (Ust di Varese) con Pierangela Guzzetti (ISIS Facchinetti di Castellanza), Cristina Bralia (ITE Tosi di Busto Arsizio), Loredana Colombo (ISIS Ponti di Gallarate), Antonella Sonnessa (ISIS Città di Luino), Rossella Calloni (Liceo Classico e Scientifico di Gallarate) e Franca Sesto (IIS Crespi di Busto) per la scuola secondaria di secondo grado. Da questi percorsi emerge una chiara prospettiva umanizzante. Lavorando con il digitale e i nuovi media si offrono occasioni per formarsi alla giustizia, alla sincerità, alla collaborazione, al senso di appartenenza comunitario. Si afferma così come nella scuola gli strumenti e i canali comunicativi informatici possano far nascere un curricolo trasversale e una cornice di comprensione delle altre discipline. Gli obiettivi formativi dell'educazione alla cittadinanza digitale puntano sull'insegnare a saper accedere, a saper leggere e interpretare, a saper comunicare. L'obiettivo è di creare fruitori-produttori di messaggi, consapevoli e responsabili.

La società digitale infatti si caratterizza per tre aspetti fondamentali . Il primo è l'apparire, il quale ha comportato una ridefinizione dello spazio pubblico e delle regole dell'accesso a esso, come anche l'affievolirsi dell'esercizio del dubbio e del pensiero critico. Il secondo aspetto è il rappresentare, ovvero quella tentazione di risolvere l'agire nella pratica discorsiva, con il conseguente venir meno della responsabilità verso le narrazioni che si producono e che si accolgono. Il terzo è il controllare, potenziato dalla drastica riduzione delle intermediazioni e dall'aumento delle occasioni di esercizio di potere.

A questi ne dobbiamo però aggiungere un quarto, quello comunitario-virtuale . La caratteristica comune a tutti gli utenti di computer, sin dall'origine di internet, è la creazione di comunità virtuali. Le community online hanno avuto, e stanno avendo tuttora, un ruolo fondamentale nello sviluppo di internet e di tutti gli strumenti online dei quali oggi ciascuno di noi dispone. Se i primi sviluppatori di quello che poi sarebbe diventato internet erano sicuramente super-esperti e hacker smanettoni, quando negli anni Novanta è esploso il World Wide Web milioni di persone si sono avvicinate alla programmazione e allo sviluppo di servizi, applicazioni e nuovi business online, pur non avendo specifiche competenze tecniche. I forum prima, e le community online e i wiki oggi consentono a chiunque abbia un PC e la voglia di imparare la possibilità di acquisire nuove conoscenze, confrontarsi con persone più esperte, condividere con gli altri la propria esperienza e, quindi, contribuire all'innovazione partecipata della Rete. Le community operano quindi sulla base di due importanti elementi culturali condivisi: La comunicazione libera e orizzontale, che è uno dei pilastri sui quali si fonda ancora oggi internet e lo sviluppo dei social media; La possibilità di creare e condividere con facilità i propri contenuti informativi , stimolando in questo modo gli altri utenti del network a fare altrettanto. Internet così “ rappresenta una nuova forma di libertà di esprimersi ed è strumento di organizzazione, azione collettiva e costruzione di significato ” .

Qualsiasi tecnologia è quindi sociale e conviviale. Occorre tenere presente che la convivialità non risiede tanto nella natura di una particolare tecnologia, quanto nella funzione che le è assegnata dall'uomo . La manifestazione conviviale di una tecnologia è basata su sei principi fondamentali :

  1. Cooperazione : promette collaborazione tra individui e istituzioni;
  2. Trasparenza : le sue origini e la sua proprietà sono chiare. Il suo funzionamento è comprensibile ai non esperti. Non esistono vantaggi asimmetrici di conoscenza per nessuno dei suoi utilizzatori;
  3. Decentralizzazione : la proprietà, la produzione e il controllo sono distribuiti. Il suo utilizzo non è monopolizzata da una élite professionale;
  4. Flessibilità : per gli utilizzatori è facile modificarne, adattarne, migliorarne o ispezionarne il nucleo interno. I singoli individui possono liberamente scegliere di usarla o di farne a meno;
  5. Ridondanza : la tecnologia in oggetto non è l'unica soluzione, né un monopolio, ma una tra le tante opzioni disponibili;
  6. Efficienza : essa minimizza l'impatto sugli ecosistemi. Ha un'alta efficienza in termini di energia e di materiali, ed è facile da riciclare.

Il campo educativo si rivela quindi ampio e sfidante per la scuola e richiede una progettazione capace di mettere in azione interventi adeguati, fin dai primi anni dell'esperienza scolastica, in un'ottica sia di integrazione con le discipline, evitando i rischi di una settorializzazione degli interventi formativi, sia di animazione etica, sociale e civica.

Materiali


RIVOLTELLA Pier Cesare, Educare (al)la cittadinanza digitale, in Rivista di Scienze dell'Educazione 51(2013)2, p. 214-224.

SILVERSTON Roger, Mediapolis. La responsabilità dei media nella civiltà globale, Vita e Pensiero, Milano 2009

CASTELLS Manuel, G a l a ss ia I n t e r ne t , Feltrinelli, 2006, p . 62.

KELLY Kevin,, Quello che vuole la tecnologia, Codice Edizioni, 2011