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Adempimento dell’obbligo scolastico – istruzione parentale

L’istituto normativo relativo all’assolvimento dell’obbligo scolastico attribuisce precise responsabilità alla famiglia ed alle istituzioni scolastiche. Con la presente nota, l’Ufficio Ordinamenti intende fornire un supporto per una corretta interpretazione ed applicazione della normativa.

Direzione Generale
Ufficio III – Ordinamenti
Via Ripamonti, 85 – 20141 Milano
Posta Elettronica Certificata: drlo@postacert.istruzione.it

Prot. n. MIUR AOODRLO R.U. 11240
Milano, 20 ottobre 2011

Ai dirigenti scolastici
delle scuole statali di ogni ordine e grado

Ai coordinatori educativi e didattici
delle scuole paritarie di ogni ordine e grado

Oggetto: Adempimento dell’obbligo scolastico – istruzione parentale

Gentili Dirigenti Scolastici,

nell’attuale sistema educativo, le dinamiche relative all’assolvimento dell’obbligo scolastico, richiedono, in alcuni casi, l’applicazione delle disposizioni vigenti in materia di educazione familiare/parentale. Questo istituto normativo, poco utilizzato e di complessa interpretazione, attribuisce precise responsabilità alla famiglia ed alle istituzioni scolastiche. Pertanto, con la presente nota, l’Ufficio Ordinamenti intende fornire un supporto per una corretta interpretazione ed applicazione della normativa.

Il cominato disposto della C.M. n.101 del 30.12. 2010 prot. n. AOODGPER 11313 e della nota MIURAOODGOS prot. n.781/R.U.U del 04.02.2011 disciplina l’istituto dell’educazione familiare richiamando le vigenti disposizioni normative di seguito riassunte:

Obbligo di istruzione

L’obbligo di istruzione riguarda la fascia di età compresa tra i 6 e i 16 anni.

I dieci anni dell’obbligo sono parte della formazione aperta a tutti e si collocano nell’ambito del diritto-dovere all’istruzione ed alla formazione, che, come è noto ex art. 1, comma 622, L. 27-12-2006, n.296 – Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007) prevede che:

“L’istruzione impartita per almeno dieci anni è obbligatoria ed è finalizzata a consentire il conseguimento di un titolo di studio di scuola secondaria superiore o di una qualifica professionale di durata almeno triennale entro il diciottesimo anno di età”.

…omissis…L’età per l’accesso al lavoro è conseguentemente elevata da quindici a sedici anni.…omissis… L’innalzamento dell’obbligo di istruzione decorre dall’anno scolastico 2007/2008.”

L’obbligo di istruzione, quindi, mira a garantire a tutti l’acquisizione delle competenze di base e coinvolge, in particolare, la responsabilità condivisa dei genitori, cui competono le scelte tra le diverse tipologie di scuola e le opzioni del tempo scuola e delle istituzioni scolastiche da cui dipende l’adozione delle strategie più efficaci e coerenti, atte a garantire elevati livelli di apprendimento e di formazione.

Modalità di assolvimento e deroghe

Il momento dell’iscrizione assume un significato particolare e si perfeziona con la frequenza scolastica.

L’obbligo alla frequenza può essere assolto non solo nelle scuole statali e paritarie, ma anche attraverso “l’istruzione familiare”. In questo caso, a garanzia dell’assolvimento del dovere all’istruzione, il minore è tenuto a sostenere, ogni anno, l’esame di idoneità per l’ammissione all’anno successivo.

Coloro che intendano provvedere in proprio alla istruzione dei minori soggetti all’obbligo, devono rilasciare al Dirigente della scuola del territorio di residenza, apposita dichiarazione – da rinnovare anno per anno – di possedere “la capacità tecnica ed economica” per provvedervi.

Il Dirigente medesimo ha l’onere di accertare la fondatezza di tale dichiarazione.

Coloro che frequentano una scuola non statale e non paritaria hanno l’obbligo di sottoporsi ad esame di idoneità nel caso in cui intendano iscriversi a scuole statali o paritarie, nonché, in ogni caso, al termine della scuola primaria per il passaggio alla scuola secondaria di primo grado.

Inoltre tutti gli obbligati sono tenuti a sostenere l’esame di Stato a conclusione del primo ciclo di istruzione.

In particolare, per quanto attiene alle scuole di istruzione secondaria di secondo grado, ad integrazione della C.M. n.101 del 30 dicembre 2010, la nota MIURAOODGOS prot. n. 781/R.U.U. del 04.02.2011 ed un recente parere espresso dal Consiglio di Stato in data 19.1.2011 n.579 su un ricorso straordinario al Capo dello Stato, portano a ritenere che l’istruzione parentale costituisca modalità di assolvimento dell’obbligo di istruzione alternativa alla frequenza dei primi due anni degli istituti d’istruzione secondaria di secondo grado o alla frequenza dei percorsi di istruzione e formazione professionale finalizzati al conseguimento di una qualifica.

Pertanto, da una interpretazione logico sistematica della normativa deriva che “l’educazione parentale” può riguardare l’intera fascia dell’obbligo di istruzione e deve tendere, come le altre modalità di adempimento, al conseguimento del titolo di studio conclusivo del primo ciclo e all’acquisizione dei saperi e delle competenze relativi ai primi due anni di istruzione secondaria superiore.

Sembra opportuno, in un terreno tanto delicato, invitare i Dirigenti Scolastici a una particolare attenzione nell’informare le famiglie richiedenti l’istituto dell’istruzione parentale, dei vari obblighi previsti, e nel porre in essere la vigilanza. Capita infatti che all’Ufficio Ordinamenti, soprattutto, ma non solo, in occasione degli Esami di Stato, giungano casi di difficile, se non impossibile, soluzione dovuti a interpretazioni o prassi non corrette circa l’applicazione dell’istituto in parola.

In tema di obbligo d’istruzione, vorrei, peraltro, ricordare, a fronte di alcuni quesiti e situazioni posti all’Ufficio, che ai sensi dell’articolo 14 comma 7 del D.P.R. 122/2009, le istituzioni scolastiche possono stabilire, per casi eccezionali, analogamente a quanto previsto per il primo ciclo, motivate e straordinarie deroghe al limite della frequenza di almeno tre quarti dell’orario annuale. Tale deroga è prevista per assenze documentate e continuative, a condizione, comunque, che tali assenze non pregiudichino, a giudizio del consiglio di classe, la possibilità di procedere alla valutazione degli alunni interessati. Il mancato conseguimento del limite minimo di frequenza, comprensivo delle deroghe riconosciute, comporta l’esclusione dallo scrutinio finale e la non ammissione alla classe successiva o all’esame finale di ciclo, dato che l’alunno deve raggiungere i risultati di apprendimento previsti.

Quanto sopra va rammentato alle famiglie, che devono essere assistite dall’istituzione scolastica, specie ove si tratti di studenti che abbiano in corso un’attività sportiva di tipo agonistico.

E’ opportuno, quindi, offrire alle famiglie le varie soluzioni contemplate dalla normativa, operando comunque, come sottolineato, la più opportuna vigilanza, a tutela del minore e della sua istruzione.

Con i miei più cordiali saluti.

Il dirigente
Max Bruschi

MB/EC/il

Per informazioni

Eleonora Cammareri
Tel. 02 574627249
Email: eleonora.cammareri@istruzione.it

Isabella Lovino
tel. 02.574627318
Email: isabella.lovino@istruzione.it

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