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Convegno
«Pensami autonomo»

Milano, Istituto dei Ciechi di via Vivaio 7, 13 gennaio: Convegno «Pensami autonomo». Iscrizioni entro il 10 gennaio.

Convegno «Pensami autonomo»

Milano – venerdì 13 gennaio 2012
Istituto dei Ciechi, via Vivaio 7 Milano

Vivere in modo indipendente e per quanto possibile autonomo rappresenta per tutte le persone l’obiettivo principale da perseguire per lo sviluppo personale.

Cosa significa per le persone “senza disabilità” il termine autonomia? Fare “da soli”, fare più o meno quello che si desidera, scegliere liberamente, poter disporre di sé?

Probabilmente tutte queste cose.

Le persone che presentano una o più disabilità ogni giorno incontrano e si scontrano con dei limiti strutturali e spesso culturali che fanno sentire loro il peso della fragilità.

Se poi la fragilità riguarda la vista si incontra un ulteriore ostacolo dettato dalla scarsa conoscenza dei bisogni delle persone che non possono contare su questo senso.

Un esempio è la scuola. È noto quanto sia fondamentale l’istruzione per lo sviluppo di ogni individuo. Molto spesso i bambini che hanno una disabilità visiva fanno maggiore fatica nell’inserimento scolastico perché non sempre l’integrazione è così fluida e la scuola è pronta a tradurre la parola “accessibilità” in termini di azioni concrete. Basti pensare che la scuola, come tutti gli aspetti del vivere quotidiano, è invasa dalla cultura dell’immagine che taglia completamente fuori, se non supportata da dispositivi “tattili”, un bambino non vedente perché per un bambino, che non può contare sul senso della vista, l’unico modo per conoscere è toccare le cose.

Un altro elemento che ostacola il processo di inclusione sociale è il pensare la persona con disabilità unicamente come “limitata” e non come portatrice di potenzialità e risorse.

Talvolta si tratta di un’autodeterminazione da parte del non vedente o ipovedente, ma più spesso è il risultato della visione da parte di coloro che vivono direttamente a contatto con questa persona, considerandola di conseguenza come oggetto di cura e non soggetto portatore di risorse e di bisogni. Che sia in un senso che in un altro, il risultato è la discriminazione.

I genitori, la famiglia, le istituzioni e la stessa persona con disabilità della vista si abituano al limite, a “vedere” in modo limitato e non estendono lo sguardo oltre un confine (spesso edificato da loro stessi) dove consapevolezza delle proprie condizioni, delle proprie risorse e delle potenzialità rappresentano una concreta possibilità di sviluppo completo della propria persona.

Ciò non vuol dire non voler accettare dei limiti oggettivi, ma conoscerli, avere gli strumenti per superarli al fine di integrarsi completamente nella società.

Il concetto richiamato, all’interno di una realtà quale quella della disabilità visiva, suggerisce un percorso di crescita della persona che è simboleggiato in maniera emblematica nel racconto di Gianni Rodari dal titolo “Il Principe Cieco”. Chiave di lettura del racconto, infatti, è l’educabilità della persona, in un itinerario che va dalla culla alla vita adulta, attraverso il superamento dei suoi limiti.

Alla base di questo progetto vi è la centralità della persona intesa come fine che attraverso il suo potenziale umano (concetto montessoriano) può superare i suoi limiti sviluppando altri aspetti del suo essere persona.

Allo scopo di favorire la promozione della cultura dell’autonomia come processo teso a migliorare la qualità di vita delle persone con disabilità visiva, considerando l’autonomia un fattore strettamente connesso alla possibilità/necessità di integrazione sociale piena delle persone con disabilità visiva, è stato organizzato un convegno formativo/informativo riservato agli operatori/funzionari di enti e istituzioni del no-profit pubblico e privato, tenuto da esperti in grado di illustrare le potenzialità connesse con gli interventi riabilitativi, orientamento e mobilità, autonomia personale, ecc. e condividere le buone prassi registrate in talune realtà lombarde.

Tale convegno si inserisce nell’ambito del progetto “Mi vedo(no) autonomo?” realizzato dal Consiglio Regionale Lombardo dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, con il contributo di Regione Lombardia a valere sui bandi associazionismo 2010-2011.

Si riepilogano di seguito gli obiettivi, le attività programmate e le risorse umane e strumentali impegnate nella realizzazione del progetto:

Obiettivo specifico n. 1: mappatura delle attività svolte sul territorio lombardo dal 2006 ad oggi, dedicate allo sviluppo dell’autonomia al fine di perseguire l’integrazione sociale dei non vedenti ed ipovedenti.
Attività programmate: rassegna delle iniziative presenti in tutte le province lombarde attraverso ricerche su internet, contatti telefonici, corrispondenza dei progetti posti in essere con relativa analisi dei risultati e valutazione accurata dei casi di eccellenza.
Risorse umane e risorse strumentali impegnate: figure informali non qualificate (volontari che operano all’interno delle strutture dell’Unione Italiana Ciechi, sia vedenti che non vedenti); mediamente 3 per ognuna delle 13 strutture.

Obiettivo specifico n. 2: produzione di materiale documentale da utilizzare per l’attività di promozione dell’autonomia delle persone con disabilità visiva.
Attività programmate: realizzazione di materiale documentale (newsletter, brochure, pagine web, ecc.) per la promozione e divulgazione della riabilitazione in Orientamento Mobilità (OM) e Autonomia Personale (AP) “customizzata”, cioè considerando le differenti esigenze che possono avere le diverse tipologie di utenti (non vedenti, ipovedenti, giovani e meno giovani, ecc.).
Risorse umane e risorse strumentali impegnate: figure informali non qualificate (volontari che operano all’interno delle strutture dell’Unione Italiana Ciechi, sia vedenti che non vedenti) e istruttori esperti in Orientamento e Mobilità e Autonomia Personale, operanti attraverso un gruppo di lavoro appositamente costituito. Per raggiungere questo obiettivo sarà anche necessario prevedere il coinvolgimento di informatici in grado di allestire spazi web accessibili contenenti le informazioni elaborate dal gruppo di lavoro.

Obiettivo specifico n. 3: promozione dell’autonomia per migliorare la qualità di vita delle persone con disabilità visiva, considerando l’autonomia un fattore strettamente connesso alla possibilità/necessità di integrazione sociale piena delle persone con disabilità visiva.
Attività programmate: diffusione del materiale documentale sul territorio della regione Lombardia, anche attraverso la collaborazione delle 12 Sezioni dell’Unione Italiana Ciechi; messa on line di pagine web realizzate ad hoc sullo specifico argomento; programmazione di incontri sul territorio regionale, in collaborazione con enti e istituzioni del no-profit, con esperti in grado di illustrare a persone ipo e non vedenti e ai loro familiari le potenzialità connesse con gli interventi riabilitativi, orientamento e mobilità, autonomia personale, ecc.
Risorse umane e risorse strumentali impegnate: figure informali non qualificate (volontari che operano all’interno delle strutture dell’Unione Italiana Ciechi, sia vedenti che non vedenti) e operatori esperti in autonomia.

Obiettivo specifico n. 4: promozione dell’autonomia per migliorare la qualità di vita delle persone con disabilità visiva, considerando l’autonomia un fattore strettamente connesso alla possibilità/necessità di integrazione sociale piena delle persone con disabilità visiva.
Attività programmate: programmazione di un seminario formativo/informativo riservato agli operatori/funzionari di enti e istituzioni del no-profit pubblico e privato, tenuto da esperti in grado di illustrare le potenzialità connesse con gli interventi riabilitativi, orientamento e mobilità, autonomia personale, ecc. e condividere le buone prassi registrate in talune realtà lombarde.
Risorse umane e risorse strumentali impegnate: per questo obiettivo si farà ricorso all’Istituto dei Ciechi di Milano il quale detiene il know how, il personale e la struttura idonei allo scopo.

Allegato:

Non è stato inserito il volantino col programma del Convegno, in quanto pdf-immagine e quindi inaccessibile.

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