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Ambiti di applicazione
dell’autonomia nei percorsi di istruzione
secondaria secondo grado

Scuola secondaria di secondo grado: punti cardine inerenti il rapporto tra la possibilità offerta all’autonoma progettazione di percorsi da parte delle istituzioni scolastiche, i titoli di studio rilasciati e le prove dell’Esame di Stato.

Direzione Generale
Ufficio III – Ordinamenti scolastici – Ufficio V – scuole non statali
via Ripamonti, 85 – 20141 Milano
Posta Elettronica Certificata: drlo@postacert.istruzione.it

Prot. n° MIUR AOODRLO R.U. 1275
Milano, 13 febbraio 2012

Ai dirigenti scolastici degli istituti
di ogni ordine e grado statali e paritari
della Lombardia

Ai dirigenti degli Ambiti Territoriali
della Lombardia

Oggetto: Ambiti di applicazione dell’autonomia nei percorsi di istruzione secondaria secondo grado

Appare opportuno, alla luce anche delle segnalazioni giunte all’Ufficio III – Ordinamenti e all’Ufficio V – Scuole non statali e di alcune verifiche effettuate, riassumere alcuni punti cardine, inerenti la scuola secondaria di secondo grado, del rapporto tra le possibilità offerte all’autonoma progettazione dei percorsi da parte delle istituzioni scolastiche, i titoli di studio rilasciati e le prove dell’Esame di Stato.

Il riordino del secondo ciclo di istruzione, alla luce delle ultime comunicazioni inerenti le opzioni dell’istruzione tecnica e professionale, risulta oramai completato. Come noto, detto riordino ha eliminato tutte le previgenti sperimentazioni, ad esaurimento per gli studenti che, attualmente, frequentano le classi III, IV e V della secondaria di secondo grado, e i relativi Esami di Stato.

Le istituzioni scolastiche possono avvalersi degli strumenti dell’autonomia disciplinati, oltre che dal decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, dai decreti del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010 n. 87 (istituti professionali), n. 88 (istituti tecnici), n. 89 (licei), cui si rimanda per ogni approfondimento.

I decreti di riordino del secondo ciclo, in alcuni casi, hanno ridefinito o potenziato quanto previsto dalla normativa previgente, chiarendo competenze, possibilità e confini entro i quali la progettazione delle istituzioni scolastiche può liberamente, ma non arbitrariamente, esercitarsi.

È appena il caso di ricordare come l’applicazione dei strumenti dell’autonomia debba essere coerente con i profili di cui agli allegati dei predetti regolamenti e tenere, come punto fermo, i risultati di apprendimento previsti. Le considerazioni e le valutazioni in merito sono rimesse alle decisioni delle istituzioni scolastiche, chiamate a valutare, caso per caso, l’opportunità di modifiche ai quadri orari o di diversa configurazione (rispetto ai tradizionali 60 minuti) dell’unità didattica fermo restando, per le istituzioni scolastiche statali, i noti vincoli connessi alla gestione dell’organico.

Le istituzioni scolastiche sono inoltre chiamate a rendere esplicito come il titolo rilasciato al termine del percorso e il relativo esame di Stato siano quelli previsti dall’ordinamento.

L’utilizzo degli strumenti dell’autonomia non può comunque, in nessun caso, alla luce del complesso di norme che regolamentano la secondaria di secondo grado:

  1. portare a oltrepassare l’orario ordinamentale previsto per ciascun percorso. L’aggiunta di ore o di unità didattiche può essere proposta agli studenti attraverso il “potenziamento dell’offerta formativa”, ma gli stessi possono decidere se avvalersene o meno;
  2. oltrepassare i limiti percentuali di variazione dei quadri orari ordinamentali definiti dai singoli regolamenti;
  3. tradursi, nella presentazione dell’offerta formativa, in espressioni quali “indirizzo X”, “opzione Y”, “articolazione K” o “sezione z”, che non solo risulterebbero fuorvianti, ma illegittime, poiché i termini “indirizzo”, “opzione”, “articolazione” e “sezione” hanno rilevanza ordinamentale e possono essere utilizzati esclusivamente nelle situazioni previste dai regolamenti vigente.

Per quanto riguarda le istituzioni paritarie facenti parte del sistema nazionale di istruzione, si ricorda inoltre quanto disposto dalla legge 10 marzo 2000, n. 62 e in particolare dall’articolo 1, comma 4 lettera a) “La parità è riconosciuta alle scuole non statali che ne fanno richiesta [omissis] in possesso dei seguenti requisiti [omissis] un piano dell’offerta formativa conforme agli ordinamenti e alle disposizioni vigenti”.

A tal fine, si invitano i gestori che intendessero richiedere il riconoscimento della parità scolastica a decorrere dall’anno scolastico 2012/2013 a presentare entro il 31 marzo 2012, a corredo dell’istanza di nuova parità, i quadri orari degli insegnamenti che verranno impartiti, al fine di consentire all’ufficio la verifica della conformità all’ordinamento. Per quanto riguarda le scuole che già funzionano in regime di parità, il dato sarà acquisito attraverso la rilevazione di cui all’art. 5, c. 2 e 3, DM 10 ottobre 2008, n. 83, per l’a.s. 2012/2013; per il corrente anno scolastico saranno effettuati controlli a campione.

Il dirigente Uff. III
Max Bruschi

Il dirigente Uff. V
Luca Volonté

MB/LV
Per informazioni:
Ufficio III – Ordinamenti
tel. 02 574 627 309
Email uff3-lombardia@istruzione.it
Ufficio V – Scuole non statali
tel. 02 574 627 303
Email mariarosaria.cappella@istruzione.it

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