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Il messaggio del Prefetto Matteo Piantedosi al mondo della scuola lodigiana

Ospite d’eccellenza durante la conferenza di servizio dell’Ufficio scolastico provinciale il Prefetto Matteo Piantedosi ha incontrato i dirigenti scolastici evidenziando come la loro funzione costituisca un punto cardine nella trasmissione dei valori che stanno alla base della coesione sociale e della convivenza civile

Il Prefetto mentre parla ai dirigenti scolastici

Il Prefetto Matteo Piantedosi durante la conferenza di servizio dell'Ufficio scolastico provinciale di Lodi

 

Nella giornata del 20 dicembre 2011 alla conferenza di servizio dell’ Ufficio scolastico provinciale è intervenuto il Prefetto Matteo Piantedosi che ha incontrato i dirigenti scolastici del territorio per l’occasione di un saluto che ha coinciso col suo congedo dal territorio lodigiano a seguito della recente nomina al Ministero degli Interni.

Dopo un turno di presentazioni dei dirigenti convenuti e l’accoglienza del dirigente dell’ufficio scolastico territoriale di Lodi, dott. Giuseppe Bonelli, che ha fatto gli onori di casa, il dott. Matteo Piantedosi ha esordito evidenziando il suo legame affettuoso con il mondo della scuola dovuto al ruolo di dirigente scolastico rivestito per anni dal padre e a quello di insegnante della madre. Ha quindi sottolineato di avere ben presente che il ruolo e le responsabilità dei dirigenti scolastici richiedono un’attenzione e un impegno continuo, spesso senza soluzione di continuità come full immersion nelle problematiche e nelle inevitabili sfide che la scuola comporta.

Il Prefetto ha poi evidenziato la funzione che il dirigente scolastico assume in una società variegata e multietnica come costruttore all’interno della scuola di quei valori che stanno alla base della coesione sociale e della convivenza civile. Le linee di indirizzo impartite dai dirigenti e promosse dal corpo docente agli studenti assumono un’importanza e un valore di crescita di quel senso civico che fa crescere una società. Ecco pertanto che il ruolo dei dirigenti diviene funzionale al ruolo del Prefetto come propedeutico all’ordine pubblico costituito, non in senso repressivo, ma preventivo dei conflitti.

La comprensione dei meccanismi che muovono la società favorisce la scoperta degli strumenti per migliorarla e tale comprensione avviene più facilmente quando non ci si esime dal vivere in prima persona le dinamiche relazionali all’interno di una società complessa qual’é divenuta la nostra.

Infine il Prefetto dottor Piantedosi ha espresso contentezza per il nuovo incarico al Ministero dell’Interno pur manifestando dispiacere per ciò che lascia nel territorio lodigiano, che in questi intensi quattro mesi ha potuto e saputo apprezzare per le relazioni umane e per la vitalità riscontrata, anche visitando e partecipando ad alcune iniziative promosse dalle scuole del territorio, parlando con docenti e con studenti che hanno potuto avvicinarlo per uno scambio di impressioni.

Anche il Provveditore, insieme alle più vive congratulazioni per il nuovo incarico a Roma dove potrà senz’altro sviluppare la sua grande professionalità in un contesto di più ampio respiro istituzionale, ha espresso rammarico per questa interruzione di proficui rapporti di collaborazione, con un Prefetto che ha dimostrato grande attenzione per il mondo della scuola e per il territorio lodigiano, nonché per i rapporti interpersonali.

Il dottor Piantedosi ha concluso assicurando che nella sua nuova avventura a Roma ci porterà nel cuore e noi ne siamo contenti.




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