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Lettera del Dirigente Ust Patrizia Graziani sulla scuola bergamasca

“La nostra cara scuola e quel contributo per migliorarla insieme”.

Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia
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La radiografia regionale

La nostra cara scuola e quel contributo per migliorarla insieme

Il titolo del servizio “Radiografia della scuola lombarda. E Bergamo non fa una bella figura” pubblicato nei giorni scorsi da L’Eco, è un po’ troppo ingeneroso nei confronti del sistema scolastico bergamasco, certamente interessato da innegabili elementi di criticità. Ritengo anche importante precisare che l’indagine condotta ed elaborata da Tuttoscuola è un “Rapporto sulla qualità nella scuola in Lombardia” e non della qualità.

Desidero contribuire all’analisi proponendo anche altri spazi di riflessione sugli indicatori che sono “controllabili” e migliorabili da parte delle nostre scuole. Vi sono, infatti, molti interventi che devono essere realizzati da altri Enti ed Istituzioni per rendere migliore il sistema scolastico del nostro territorio.

Osserviamo che Bergamo si colloca solo al settimo posto per il patrimonio di beni di cui dispongono le scuole, addirittura in dodicesima e ultima posizione (la più povera) per dotazioni degli uffici, libri e attrezzature didattiche, ma è al terzo posto regionale nelle spese per l’istruzione delle Province superando la media regionale. Nell’organizzazione dei servizi la scuola bergamasca si colloca al penultimo posto in Lombardia, ma pur sempre in una posizione che supera la media nazionale. È importante sottolineare che i diversi indicatori utilizzati possono essere considerati fattori capaci di influire sulla qualità del servizio scolastico, ma tre dei quattro utilizzati, dipendono dalla volontà di soggetti esterni (Ministero ed Enti Locali).

Concorrono alla valutazione di questa macro-area il tempo scuola, la disponibilità di servizi di supporto quali mensa, scuolabus e assistenza ai disabili, che sono generalmente affidati ai Comuni; il numero medio di alunni per classe è determinato dalla applicazione delle norme ministeriali. È opportuno invece richiamare una maggior attenzione da parte delle scuole sul contenimento della spesa per libri di testo.

Un elemento positivo e di soddisfazione per la scuola bergamasca è la sua collocazione al primo posto regionale nella macroarea “condizione del personale”, valutata attraverso due indicatori su quattro che incidono direttamente sulla qualità del servizio: continuità e stabilità del personale e assenze per malattie brevi. In questo ultimo quadro gli insegnanti della scuola primaria bergamasca sono i meno assenti di tutti i loro colleghi della Lombardia; anche il personale ATA bergamasco è il meno assente in tutta la regione.

I docenti impiegati in bergamasca sono mediamente i più giovani tra i lombardi raggiungendo la prima posizione in questo quadro di riferimento e sono al terzo posto della classifica nella valutazione “continuità e stabilità dei docenti”, che rappresenta sicuramente un valore per i nostri studenti.

Un’ultima riflessione desidero riservarla ad un’area centrale e strategica nella scuola: alle posizioni raggiunte nella macroarea “risultati scolastici”.

Gli indicatori considerati sono stati la dispersione, i livelli di apprendimento, gli esiti degli scrutini finali e degli esami del primo e secondo ciclo (licenza media e maturità). Questi indicatori consentono una oggettiva misurazione dei livelli di apprendimento conseguiti dalla popolazione scolastica, ma rispecchiano modalità e criteri di valutazione diversi da scuola a scuola e che possono compromettere in parte la comparazione oggettività. A confermare questa considerazione è proprio l’Invalsi attraverso il suo sistema di rilevazione degli apprendimenti che colloca la nostra provincia al terzo posto in Lombardia e pure conferma questa posizione negli esiti degli scrutini ed esami dell’a.s. 2010/2011. Tuttavia la nostra provincia è in penultima posizione regionale con il 3,7% dei diplomati con votazione 100/100 (media regionale 3,9%, nazionale 5,6%). Sembrano risultati contradditori, ma forse dovrebbero indurci a considerare il sistema scolastico bergamasco serio e rigoroso nel processo di valutazione degli apprendimenti degli studenti.

Ricordiamo che la Lombardia consegue in questo ultimo rapporto Tuttoscuola, come in precedenti rilevazioni, un livello finale di risultati scolastici di poco inferiore alla media nazionale, mentre l’ultima rilevazione OCSE colloca i risultati degli studenti lombardi in quarta posizione in Europa.

Non si può passare sotto silenzio il dato sulla dispersione scolastica ancora troppo elevato e che pone la nostra provincia in coda alla classifica. Il fenomeno deve essere analizzato con attenzione all’interno delle singole scuole per individuare le cause e mettere in atto efficaci strategie di contrasto all’abbandono precoce. Tra queste azioni sicuramente l’orientamento riveste un ruolo fondamentale.

Mi sembra che l’intero sistema scolastico lombardo, pur con punti di forza e debolezza, anche all’interno delle stesse province, si collochi con merito ai primi posti della classifica ed in alcuni indicatori al primo assoluto.

Per concludere è positivo evidenziare che il punteggio generale di tutta la scuola lombarda è ampiamente superiore alla media nazionale; è significativo il fatto che nella graduatoria della qualità nella scuola delle dodici Province lombarde ben undici si collochino sopra la media nazionale e solo una (Como) poco sotto.

Le misurazioni e le valutazioni da parte di soggetti esterni sono indispensabili per uscire dall’autoreferenzialità che caratterizza il nostro sistema scolastico. Devono costituire uno strumento per rivisitare percorsi e soprattutto per progettare e realizzare processi di miglioramento in sinergia ed in rete con il territorio, gli enti, le istituzioni e le associazioni che guardano alla scuola con interesse e voglia di contribuire al suo miglioramento.

Il dirigente
Patrizia Graziani

Allegato

Lettera sulla scuola bg gennaio 2013
Titolo: Lettera sulla scuola bg gennaio 2013 (0 click)
Etichetta:
Filename: lettera-sulla-scuola-bg-gennaio-2013.pdf
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Bergamo, 17 gennaio 2013

La lettera è stata pubblicata sul quotidiano “L’Eco di Bergamo” il 31 gennaio 2013 a pagina 45
con il titolo “La radiografia regionale. La nostra cara scuola e quel contributo per migliorarla insieme”

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