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Intervista al Dirigente Ust Patrizia Graziani per l’avvio a.s. 2011/2012

“La scuola riparte con una offerta consolidata e di valore”. Intervista al provveditore di Bergamo Patrizia Graziani per l’avvio dell’anno scolastico 2011/2012.

Comunicato del 9 settembre 2011

COMUNICATO STAMPA
Inizio anno scolastico 2011/2012. Intervista al provveditore di Bergamo
Patrizia Graziani: “La scuola riparte con un’offerta consolidata e di valore

“La scuola bergamasca riparte con un’offerta consolidata e di valore”. Ad affermarlo con forza è Patrizia Graziani, dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Bergamo (ex Provveditorato).

Provveditore Graziani, è tutto pronto per la ripresa delle lezioni?

“La scuola bergamasca è di qualità e riparte con un organico più stabile. Garantiamo un adeguato servizio scolastico, rispondente alle esigenze degli utenti e del territorio, molto attento anche all’integrazione di alunni disabili e stranieri, pur in presenza anche quest’anno di incremento del numero complessivo degli alunni e dell’innalzamento del rapporto numero docenti-alunni. Abbiamo rispettato le assegnazioni di risorse in organico ricevute, contribuendo al contenimento della spesa pubblica richiesto dai vari governi in questi anni, e nel contempo siamo riusciti a garantire in maniera equa risorse aggiuntive di organico a istituzioni scolastiche in particolari situazioni di criticità rispetto alle classi autorizzate”.

Ammontano a 1.212 le assunzioni in ruolo fissate dal Ministero (437 docenti e 775 Ata), un contingente più che quadruplicato rispetto allo scorso anno che si attestava a 277 unità (143 docenti e 134 Ata). Quali gli effetti?

“Quest’anno la situazione è più positiva proprio per il dato importante delle numerose immissioni in ruolo, a beneficio della stabilità del personale delle scuole di ogni ordine e grado. Con queste assunzioni si è contribuito a superare quegli elementi di fragilità per la didattica dovuti al marcato turn over di supplenti, ogni anno destinati a cambiare scuola. Si tratta di un dato occupazionale molto positivo: la scuola risulta essere l’unico ente che sta assumendo”.

In Bergamo e provincia 58 istituti scolastici statali su 145 sono stati assegnati a dirigenti reggenti, divisi quindi su due istituti.

“Io preferisco parlare di dirigenti e basta e a loro va il mio ringraziamento per la disponibilità offerta. Hanno certo maggiori responsabilità, ma anche l’autonomia necessaria per organizzare il lavoro al meglio insieme al proprio staff. Lo strumento della reggenza, molto utilizzato in tutta la Lombardia, è un modo per sopperire alla carenza di dirigenti di ruolo e anche per sollecitare a unire le forze e valorizzare la metodologia di lavoro in reti di scuole”.

A che punto siamo con la riorganizzazione della rete scolastica in base alle nuove regole (legge 111 del 15 luglio 2011, articolo 19)?

“Visto l’ottimo dimensionamento già esistente, le situazioni da “aggiustare” sono limitate alla trasformazione delle sette direzioni didattiche e delle quattro scuole secondarie di primo grado in istituti comprensivi. I Comuni interessati stanno elaborando proposte già da prima della legge. Entro il 31 ottobre si prevede l’elaborazione della proposta definitiva. Va precisato che il numero minimo di studenti previsto dalla norma (500 per le scuole di montagna e mille per le altre) in relazione alla costituzione degli istituti comprensivi, non riguarda quelli già esistenti”.

E le scuole di montagna?

“E’ necessario un confronto anche a livello amministrativo per una riorganizzazione del servizio scolastico che veda al centro dell’attenzione lo studente e non il presidio scolastico sul territorio. L’apprendimento è migliore se le classi non sono con pochi alunni. In generale il modello delle pluriclassi, va detto, è un anacronismo da superare, in favore di consorzi scolastici più ampi”.

L’anno scolastico appena concluso in generale ha registrato un aumento delle promozioni. E’ un indicatore di buona scuola?

“I molti alunni promossi non sono, certo, i soli indicatori di una buona scuola. Non si combatte, ad esempio, il fenomeno della dispersione scolastica solo con l’aumento delle promozioni, ma con progetti mirati che, peraltro, nelle nostre scuole ci sono. E’ comunque innegabile che i risultati finali molto apprezzabili e le percentuali di studenti promossi in crescita contribuiscano a fare il quadro di una scuola bergamasca vivace, seria e rigorosa, perché il successo formativo di ciascuno sia successo di vita”.

Qual è nel dettaglio la fisionomia della scuola bergamasca nel suo complesso?

“E’ di qualità. Faccio qualche esempio rispetto ai dati sugli esiti finali dell’anno scolastico 2010/2011 appena concluso. Gli studenti promossi nello scrutinio finale dal primo al quarto anno delle scuole superiori bergamasche, tra statali e paritarie, salgono al 61,18% con un incremento del 2,24% rispetto al 58,94% del 2009/2010, quelli rimandati calano al 27,87% contro il 30,14% del 2009/2010, mentre i non ammessi alla classe successiva scendono al 10,94% contro il 12,01% del 2009/2010. La percentuale dei diplomati alla maturità è salita in un anno dal 98,91% al 99,27%. Gli studenti licenziati dopo l’esame di terza media sono il 99,82%, in leggero calo rispetto al 99,88% del 2009/2010, ma comunque in crescita se si guarda al 99,65% del 2008/2009, quelli promossi nei cinque anni delle primarie sono oltre il 99%”.

Una riflessione va posta anche sugli esami di Stato, in relazione alla necessità di ottenere un voto non inferiore a sei decimi in ciascuna materia, condotta compresa, per l’ammissione: novità introdotta nel 2008/2009 per l’esame conclusivo di terza media, nel 2009/2010 per la maturità alla fine delle superiori.

“Sempre dal nostro monitoraggio emerge che gli studenti sembrano avere metabolizzato bene questo passaggio, impegnandosi di più nello studio e, di conseguenza, sono cresciute le ammissioni. Gli studenti non ammessi all’esame di maturità sono il 3,68%, in calo rispetto al 4,76% del 2009/2010 e del 4,6% del 2008/2009. Scendono al 4,07% (contro il 4,53% dei due anni precedenti) i non ammessi all’esame di Stato dopo la terza media”.

Per arginare il fenomeno della dispersione scolastica lei, che è donna di scuola, pone molto l’accento sull’importanza della didattica orientativa e, più in generale, di un efficace orientamento nella scuola media verso percorsi di studio più mirati e adeguati alle aspirazioni di ciascuno.

“Abbiamo un compito molto importante: favorire la crescita positiva delle giovani generazioni e coniugare le vocazioni dei nostri ragazzi con la richiesta del territorio e con le prospettive di vita e di lavoro offerte dalla società. A breve faremo partire un corposo piano di orientamento, in continuità con quanto avviato l’anno scorso con l’Ufficio Scolastico Regionale, mettendo in campo una serie di azioni raccordate e condivise. Queste azioni riguardano sia il passaggio tra scuola secondaria di primo grado e secondaria di secondo grado, dando anche il giusto valore agli istituti professionali perché la dignità del loro lavoro risponde bene a questa idea, sia tra scuola secondaria di secondo grado e università, istituti tecnici superiori (Its), sistema dell’istruzione e formazione tecnica superiore (Ifts), mondo del lavoro. L’obiettivo principale è favorire il successo personale e formativo degli studenti, nella consapevolezza che una corretta scelta del percorso di studi è correlata a risultati positivi in ambito scolastico e professionale”.

Un messaggio conclusivo da lanciare?

“Investire sulla scuola a 360 gradi appare un dovere inderogabile e un grande valore per tutti, nessuno escluso. Investire sulla scuola significa investire in cultura, educazione, formazione, coesione sociale e democrazia, capitale umano e occupazione, a beneficio dei nostri studenti e dell’intera collettività. E’ necessario fare fronte comune per mantenere elevata la qualità della scuola bergamasca, dinamica, propositiva, ricca di professionalità, buone pratiche e progetti importanti, perché continui ad esprimere al meglio la propria tradizione e capacità di innovazione”.

Il dirigente
Patrizia Graziani

Direzione regionale e altri ambiti territoriali (link esterni)

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