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Intervento del Dirigente Ust Patrizia Graziani alla cerimonia inaugurale dell’anno scolastico 2014/2015 del 18 ottobre: “Ragazzi, stupitevi di fronte alle cose e siate contagiosi”

Grande partecipazione e musica protagonista all’evento inaugurale ospitato al Liceo Secco Suardo e organizzato dall’Ufficio Scolastico Territoriale di Bergamo. Ad allietare la mattinata la voce del Coro Polifonico Misto del Liceo Musicale Secco Suardo e dell’Orchestra provinciale delle scuole medie a indirizzo musicale Maggio in 7 note. Picchetto d’onore dell’Accademia della Guardia di Finanza. Gonfaloni del Comune e della Provincia.

Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia
Ufficio X – Ambito Territoriale di Bergamo
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Messaggio di saluto del dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Bergamo,
dott.ssa Patrizia Graziani in occasione della cerimonia di apertura
dell’anno scolastico 2014/2015

18 ottobre 2014

Gentili autorità religiose, civili e militari, rappresentanti delle Organizzazioni sindacali, Dirigenti scolastici, insegnanti e personale della scuola, gentile pubblico… grazie per la vostra partecipazione!

Nel vedervi, oggi così numerosi, ho la certezza che la scuola bergamasca continuerà a promuovere un clima di accoglienza e a costruire relazioni positive con il territorio, gli enti e le istituzioni pubbliche e private, con il sistema produttivo, il mondo dell’associazionismo e dello sport, che pure vedo rappresentati e che saluto con affetto.

Grazie al Liceo “Secco Suardo” che oggi ci ospita, al suo Dirigente, e un ringraziamento grandissimo a tutti i nostri ragazzi che abbiamo avuto il piacere e l’onore di ascoltare, ai loro professori per la dedizione e la cura che hanno speso nell’organizzazione di questo assaggio musicale.

Grazie all’Istituto Alberghiero di San Pellegrino Terme e all’Istituto Agrario “Rigoni Stern”, alle Forze dell’Ordine ed ai loro Comandanti.

Un ringraziamento speciale all’Accademia della Guardia di Finanza e al suo Comandante il Generale di Divisione Giuseppe Zafarana, per la consueta generosa collaborazione. La presenza del Picchetto d’onore conferisce un clima di emozionante solennità a questa cerimonia.

Consentitemi in questa occasione di ringraziare tutto lo staff che lavora con me in via Pradello: a loro il mio saluto ma anche un riconoscente ringraziamento per il lavoro che svolgono.

Un saluto al Comune di Bergamo, al suo Sindaco che già in diverse occasioni ha manifestato interesse positivo e propositivo nei confronti della scuola, grazie ai suoi Assessori, molti di questi presenti oggi; grazie a tutti i sindaci della bergamasca, che sempre sentiamo al nostro fianco nella redazione dei rispettivi Piani di diritto allo Studio.

Un augurio alla nuova Amministrazione provinciale, al suo neo Presidente, che di certo continuerà a condividere con noi la responsabilità del buon mantenimento dell’edilizia scolastica.

Mi consentirete di aprire il mio intervento rivolgendomi agli studenti e alle studentesse che qui rappresentano i loro giovani colleghi di tutta la bergamasca.

Cari studenti e care studentesse,
la scorsa settimana è stato attribuito il premio Nobel per la Pace: è andato a Malala, una studentessa di sedici anni appena. Con il suo diario, nel 2009, denunciò le atrocità commesse dai talebani nel suo Paese, il Pakistan. Fu l’inizio della sua battaglia per l’educazione di tutti i bambini, in particolare per l’istruzione femminile. Per questo, due anni dopo, fu vittima di un attentato: uscendo da scuola fu raggiunta da alcuni colpi d’arma da fuoco, sparati proprio dai talebani. È sopravvissuta, ma è stata costretta a proseguire gli studi in Inghilterra. È qui che, alcuni giorni fa, l’ha raggiunta la notizia del Nobel per la Pace, di cui Malala è la più giovane vincitrice di sempre.

La sua storia ci ricorda che l’istruzione non è ovunque un diritto, e su questo vi invito a riflettere; ma soprattutto testimonia che i giovani possono cambiare la situazione. Potete davvero migliorare la vita: la vostra
voglia di cambiare le cose è la leva più potente che vi sia al Mondo.

So di chiedervi un grande sforzo – in anni difficili come questi – ma dovete continuare a sperare, ad innovare, ad immaginare nuove soluzioni per vecchi problemi, ad accettare le sfide.

È per questo che oggi vi ho voluti qui: non vi ho chiamato – ormai ad un mese dall’inizio delle lezioni – per un evento celebrativo. Vi ho invitati per iniziare un percorso insieme, che possa durare un intero anno scolastico, forse di più.

Consentitemi di citare un passaggio dell’intervento che, proprio in occasione dell’apertura dell’anno scolastico 2014/2015, il Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini ha rivolto a tutti gli studenti: “Ritroveremo la via del progresso – ha detto – se troveremo nuove molecole, se scriveremo poesie, faremo film, useremo la tecnologia per sviluppare un artigianato moderno, se disegneremo programmi che si basano sull’intelligenza”.

Per questo la scuola è un bene grande e spesso siamo proprio noi adulti a dimenticarlo, troppo impegnati a cercare ciò che non va. È il segno del nostro impegno per una scuola che vorremmo migliore. Ma anche quando non funziona come vorremmo, la scuola resta un bene grande: siamo tutti concordi nel ritenere che senza una buona scuola il nostro Paese non può immaginare un futuro migliore.

Va in questa direzione anche la consultazione “La Buona Scuola”, la più grande raccolta di pareri e consigli mai organizzata sull’argomento. Lunedì 20 ottobre, dopodomani, “La Buona Scuola” fa tappa a Bergamo, che il Ministero ha inserito fra le poche città – in Lombardia sono tre – che ospitano il tuor di presentazione. L’appuntamento è alle 15.00 presso l’Istituto Superiore “Giulio Natta”. Mi piacerebbe rivedervi tutti, così numerosi, per progettare insieme la
scuola di domani.

Per fare una buona scuola non sono sufficienti le riforme strutturali ed ordinamentali o gli interventi legislativi; è necessario riprendere la capacità di educare le persone, ricostituire l’alleanza educativa, intesa come ferma volontà di collaborazione sincera e costruttiva, tra tutti coloro che hanno responsabilità di questo tipo, primi fra tutti la scuola e la famiglia: educare è difficile, oggi più di ieri, e nessuno può farcela da solo.

Con pazienza e disponibilità al dialogo, la famiglia, la scuola, le istituzioni civili e religiose, le associazioni, devono interrogarsi su come accompagnare insieme il cammino di crescita di bambini, ragazzi e giovani abbandonando tutti gli atteggiamenti catastrofistici che oggi accompagnano molte riflessioni sull’educazione e sui giovani per lasciare il posto ad una idea di educazione che si ispiri ai principi di un nuovo umanesimo nel quale è centrale il valore della persona e del suo pieno sviluppo, del dialogo tra le culture, in una visione che privilegia la dimensione della comunità rispetto a quella dell’individualismo, della cooperazione rispetto alla pura competizione.

Bando dunque ai catastrofismi: insieme possiamo farcela!

Penso alla scuola bergamasca: è viva, generosa, fa squadra, alimenta coesione sociale e convivenza civile, è per voi una grande opportunità di futuro. Anche quest’anno le possibilità non mancheranno.

Consentitemi di citarne alcune: Anzitutto un’offerta formativa varia e di qualità, che non riguarda solo Bergamo città, ma è disseminata in tutta la Provincia; poi le numerose immissioni di ruolo, fra personale docente ed educativo, che quest’anno hanno consentito di conferire maggiore certezza e stabilità nella pianificazione degli organici, contribuendo a garantire la continuità didattica; ancora: i numerosi dirigenti scolastici che a settembre sono stati immessi in ruolo come titolari a tempo pieno, forze nuove dopo anni di estenuanti reggenze. A tutti i dirigenti oggi presenti va il mio ringraziamento e un sincero augurio di buon lavoro.

A loro – e soprattutto ai vostri insegnanti – è assegnato il peso, anche morale, dell’azione educativa: davvero per fare un passo nella conoscenza occorrono tre passi nella morale, nel perfezionamento di sé. Penso ad una
frase del filosofo e pedagogista americano Dewey: “Per insegnare l’inglese a John è necessario amare l’inglese, amare l’insegnamento dell’inglese e amare John”. È l’appello che faccio agli insegnanti: siate responsabili e appassionati,
affinché ciascuno dei vostri studenti trovi nella scuola ciò che più gli sta a cuore.

Tutti insieme continueremo ad investire negli ambiti in cui la scuola bergamasca si è già distinta: penso alla matematica e alla digitalizzazione (su questo, vi assicuro, siamo un riferimento a livello nazionale), alla musica
(un’esperienza davvero ricca e qualificata, quella delle nostre scuole, che oggi abbiamo ascoltato), ai percorsi di educazione alla scienza (basta solo menzionare la straordinaria esperienza della “Summer School”, di “BergamoScienza”, che chiude domani, passando il testimone alla “Settimana dell’Energia”). Penso ai progetti volti a sostenere l’inclusione scolastica: in ogni classe, infatti, ci sono alunni che presentano una richiesta di attenzione speciale per una varietà di ragioni: disabilità, disturbi specifici di apprendimento, svantaggio sociale e culturale, difficoltà derivanti dalla non conoscenza della cultura e della lingua italiana. Anche su questo continueremo a scommettere, forti di un sistema scolastico che non si pone come obiettivo la mera promozione dell’eccellenza, ma preferisce considerarla l’effetto di una qualificata attività di insegnamento rivolta a tutti gli studenti. E poi il legame strettissimo che ci lega all’Università di Bergamo; i percorsi di orientamento e l’alternanza scuola-lavoro, una tradizione storica del territorio orobico, che  coinvolge aziende di ogni dimensione: dalla più piccola alle grandi imprese associate a Confindustria, per noi un partner di primo livello.

Il prossimo sarà però un anno particolare, in cui ciascuna di queste esperienze potrà assumere un respiro più ampio, planetario, grazie all’Esposizione Universale che dal 1° maggio al 31 ottobre 2015 si terrà a
Milano. Lo sapete, sarà dedicata al tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”, un argomento che vede voi ragazzi particolarmente sensibili. Le vostre scuole saranno coinvolte in azioni e progetti innovativi ispirati al diritto ad
un’alimentazione sana, sicura, equilibrata e sostenibile. Con i miei collaboratori presso l’Ufficio Scolastico Territoriale di Bergamo, con i vostri dirigenti e i vostri insegnanti, che colgo l’occasione per ringraziare, ci stiamo impegnando
affinché ognuno di voi possa visitare a prezzi accessibili l’Esposizione. Vogliamo che ne siate i protagonisti, con la vostra carica progettuale e creativa.

È così che ritorno da dove ho cominciato: servono la vostra intelligenza e la vostra capacità; serve – ancora prima – la vostra meraviglia: lo stupore di fronte alle cose, la capacità di mettersi in ascolto della loro voce, di farvi
sorprendere. In questo siate contagiosi! Ne hanno bisogno i vostri compagni, ne hanno bisogno – in questi anni difficili – anche i vostri genitori, ai quali va il mio saluto più affettuoso e l’augurio che possano e vogliano sempre
promuovere la collaborazione e il dialogo con gli insegnanti, mettendo in pratica quel patto educativo di corresponsabilità che favorisce la crescita dei ragazzi nel rispetto delle differenze di ciascuno, delle libere scelte educative e
del ruolo formativo della Scuola.

Da parte nostra ci impegniamo a consegnarvi gli strumenti culturali per vivere bene nella “società complessa”, affinché possiate essere veri protagonisti del cambiamento.

Buon anno scolastico a tutti noi!

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